Statua di Santo Stefano

Anno: XVI secolo - Tecnica: cartone romano dipinto, oro zecchino

Descrizione

La creazione della statua non è riconducibile ad una data precisa e ad una maestranza specifica, ma si presume sia stato realizzato intorno alla metà del XVI secolo. Da un’attestazione documentaria si apprende che, proprio in quegli anni, una donna di Pauloti (quartiere storico del centro abitato, il cui nome deriva dal cognome di provenienza di alcuni immigrati calabresi) Giovanna Di Paula, dopo aver ricevuto una grazia, ha chiesto ed ottenuto l’autorizzazione a raccogliere i fondi per la realizzazione del simulacro ed una chiesa da dedicare al Protomartire. La statua in seguito è stata spostata dalla chiesa dei Pauloti alla Matrice. La sua composizione si avvale dell’utilizzo di diversi materiali, quali cartone romano pressato per il busto, la testa e gli arti e la presenza di oro zecchino per la decorazione, eseguita nei primi anni del XX secolo dal catanese Fernando Cappellani. Il Santo, disposto su di una quadrangolare base lignea ornata con dorature, è inserito su di un’altra base lignea, più grande e di forma quadrata, su cui si trova un piccolo putto e sulla quale viene inserito il reliquiario a braccio con mano benedicente in argento, contente una reliquia del Protomartire. Il Santo, in posizione eretta e dal volto lieto e sereno, coronato da un’aureola in argento, ha il braccio destro proteso in avanti reggente una palma e quello sinistro che sostiene un libro su cui sono disposte le pietre che ricordano il suo martirio. Il simulacro rispetta quanto per tradizione è stato dettato dall’iconografia canonica: il Santo indossa la dalmatica, veste liturgica dei diaconi, con una decorazione romboidale dorata. Sul lato opposto della cappella del Santo patrono è la nicchia in cui è custodita la statua lignea di Maria Immacolata (14), pregevole opera del XVIII secolo. 
 


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